a proposito di … seduzione
A 3 settimane dalla chiusura dell’esperienza di Seduco ergo sum ho il piacere di parlarne un po’ in questo luogo virtuale a me molto caro.
E’ stato un battesimo molto felice. E non uso questo termine a caso. Chi ha seguito con me la nascita di questo progetto – il mio partner di conduzione Enzo Galgano, lo staff di C.R.E.Attiva e prima e più di tutti la presidente di C.R.E.Attiva Angela Nitti – sa che questa è stata una vera e propria gestazione per me… lunga e nutriente! E che Seduco ergo sum è una preziosa creatura.
Quando poi alla soddisfazione di veder nascere la creatura è seguita anche quella che a me piace chiamare la “benevolenza dell’universo”, che si è concretizzata nella fiducia e nell’entusiasmo con cui il gruppo ha partecipato all’esperienza, il miracolo è stato completo!
E grazie a tutti!
Brigida
L’obiettivo più ambizioso di ogni figlio preoccupato di dare una buona educazione ai genitori è quello di farne degli adulti. Uno degli ostacoli maggiori è l’ambivalenza dei genitori stessi nei confronti del desiderio di divenire adulti’.
Questo libro mi piace. Ribalta un punto di vista. Non sono qui i figli a dover essere educati ma i genitori.
Crescere ed educare i genitori è un compito che tutti i figli sono chiamati ad affrontare sin dalla nascita.
Si … pechè ogni compito di sviluppo che i piccoli si trovano ad affrontare, in qualche modo corrisponde ad un compito di sviluppo che i suoi genitori si trovano a gestire.
Così Jeanne Van den Brouck, (pseudonimo di una) psicoanalista francese, in poco più di 100 pagine ci descrive i problemi con cui i bambini si trovano a fare i conti nell’educazione dei propri genitori.
Vengono passati in rassegna genitori che vogliono-che-il-figlio-faccia assolutamente ciò che decidono loro ; genitori che dicono le bugie; genitori che insistono perché il figlio faccia il bagno, quando ha soltanto giocato con la terra in giardino, ecc…
un libro che si legge in pochissimo tempo, magari sotto l’ombrellone. Leggero come un romanzetto ma allo stesso tempo pieno di contenuti.
Angela Nitti
Tracce dell’identità
Si è svolto a dicembre 2011 a CREATTIVA un workshop teorico-esperienziale dal titolo “Tracce dell’identità” – esplorazione del carattere attraverso le immagini.
con la guida sapiente di Daniela Abbrescia e Angela Nitti, i partecipanti sono stati accompagnati in un viaggio nelle proprie ercezioni. attraverso immagini, foto, video.
la prima giornata ha avuto il solo scopo di fare emergere frammenti, percezioni, suggestioni che sono state utilizzate nella seconda giornata come tracce per scoprire la propria identità caratteriale.
La teoria di fondo è quella dell’Enneagramma, presentato in un modo completamente nuovo e utilizzando la capacità di ognuno di riconoscersi.
Conoscere il proprio carattere, riconoscersi in un enneatipo, non vuol dire chiudersi in una etichetta ma avere l’occasione per comprendere meglio se stessi, incrementare le proprie risorse, migliorare le relazioni con gli altri.
è nata! è una femmina! si chiama Giulia!
A distanza di un paio di giorni dalla chiusura del primo corso di preparazione al parto di CREATTIVA, è nata Giulia!
Giulia è nata venerdì 16 marzo alle 17.35, pesa 3870 grammi! Noi di CREATTIVA non abbiamo ancora avuto il piacere di conoscerla personalmente…pare però che la signorina stia già facendo strage di cuori!
Siamo felicissimi e ci complimentiamo con mamma Francesca e papà Sergio!
che dirvi ancora? vogliamo le foto!!!
vi aspettiamo al massaggio infantile!!!
vogliamo spupazzarci la pupa!!!
“sensibilità esaltata”
Durante la gravidanza mi capitava di spaventarmi abbastanza frequentemente, avere paura di cose piuttosto banali, trovare le facce delle persone particolarmente divertenti o sentirmi incredibilmente risentita e arrabbiata di piccole osservazioni che mi venivano fatte da parenti e amici. Le emozioni che normalmente provavo erano amplificate.
In quel periodo sognavo tantissimo.
Al mattino mi capitava spesso di svegliarmi già stanca. Mi capitava inoltre di ricordare episodi della mia infanzia a cui non pensavo da anni.
Questa “esperienza” è nota a moltissime donne. Anche nel pensare comune si associa lo stato interessante a delle “stranezze” o modi bizzarri di essere e di percepire il mondo e gli altri.
Ma in natura niente è a caso.
Si tratta della “sensibilità esaltata”. La sensibilità esaltata è una specifica funzione che permette alla futura mamma di essere più vicina al suo bambino e che è presente durante i 9 mesi di gravidanza e nel primo periodo di vita del bambino.
È una sorta di avvicinamento a quello che sente il piccolo.
Nei primi giorni di vita il bambino è in una situazione di dipendenza assoluta. In questo momento gioca un ruolo fondamentale la capacità della mamma di sintonizzarsi con i bisogni del figlio.
La sensibilità esaltata è una “malattia normale” che porta la mamma a ritirarsi dagli interessi del mondo esterno e di abbandonare alcuni modi propri di essere per avvicinarsi al piccolo ed entrare in uno stato di quasi completa fusione con lui.
Più la mamma è in grado si “esserci” con il bambino in fusione per questo primo periodo, maggiore sarà la capacità di entrambi di separarsi e di abbandonare lo stato di fusione.
Il papà ha un compito fondamentale in queste fasi: fornire una copertura protettiva.
Questo vuol dire dare sostegno alla propria compagna durante la gravidanza e proteggere la diade madre-bambino dalle “perturbazioni esterne”.
CREATTIVA ODORA DI LATTE
E’ ormai un appuntamento che si rinnova quello del massaggio infantile a CREATTIVA! Tutta la nostra sede si riempie di tenerezza per i piccoli e le loro mamme.
Sono tanti i bambini massaggiati le cui mamme hanno appreso questa splendida forma di cura proprio da noi a CREATTIVA. Alcuni bambini sono arrivati sui nostri materassini all’età di 10 giorni, altri, i più grandicelli, già quasi pronti a gattonare!
ma che cosa è l’insegnamento del massaggio infantile e a cosa serve?
L’insegnamento del massaggio infantile è un corso di 5 incontri durante il quale i genitori imparano a massaggiare il proprio bambino.
La pratica del massaggio infantile è un mezzo privilegiato per:
- comunicare ed essere in contatto con il proprio bambino;
- favorire il legame di attaccamento;
- rafforzare la relazione genitore-bambino;
- favorire uno stato di benessere del bambino;
- facilitare la conoscenza delle diverse parti del corpo sviluppando l’immagine di sé, così da far sentire il bambino aperto, accolto, amato;
- aiutare il bambino a dare sollievo a tensioni provocate da situazioni nuove, stressanti ed a piccoli malesseri;
- stimolare, fortificare e regolarizzare il sistema circolatorio, respiratorio, muscolare, immunitario e gastro-intestinale, in quanto previene e dà sollievo al disagio delle coliche gassose.
L’esperienza del massaggio, inoltre, può rivelarsi un buon sostegno nei disturbi del ritmo sonno-veglia.
È un’esperienza di profondo contatto affettivo tra genitore e bambino e in questo modo favorisce il rilassamento di entrambi, nutre e sostiene nell’arte di essere genitori.
Cinque SI per ogni NO
Come mai ogni bambina e ogni bambino impara apparentemente tanto precocemente la parola “NO”? Sembra che i nostri piccoli marmocchi siano adolescenti con il pannolino. Contestatori nati. Dicono No a tutto, senza nemmeno ascoltare la domanda.
Spesso i genitori vivono in modo ambivalente questa attitudine dei piccoli a dir di No.
Da un lato la cosa risulta sufficientemente fastidiosa ed irritante. A chi piace sentirsi dire no?
Dall’altro lato c’è una tendenza ad associare il No espresso dai bambini a delle caratteristiche caratteriali “positive” come la determinazione, la caparbietà, la sicurezza. Questo rende spesso i genitori orgogliosi. Genitori orgogliosamente irritati.
Io mi sono fatta un’idea sulla base dei miei studi sull’età evolutiva, sull’esperienza professionale, ma soprattutto osservando quello che faccio come mamma. “NO” è la parola che più spesso ascoltano i bambini, specie quando i genitori e le figure adulte si rivolgono loro.
“Non toccare”, “non mettere in bocca”, “non togliere il calzino” o più semplicemente “no” senza aggiungere altre parole.
Come sempre accade i bambini tendono a ripetere ciò che vivono, rielaborando alla loro maniera l’esperienza che fanno del mondo. fateci caso, il mondo dei bambini è un mondo spesso pieno di divieti e di negazioni.
Nan Silver in un delizioso manuale per genitori suggerisce una modalità per contrastare l’effetto negativo dei No, accentuando il lato positivo. in parole più semplici dire cinque SI per ogni NO. la proporzione deve essere 5 a 1.
Se i bambini avvertono che siamo dalla loro parte piuttosto che alle loro calcagna, cresceranno più sicuri, fiduciosi delle proprie risorse e sarà più facile andare d’accordo e fargli rispettare le regole della famiglia.
Angela Nitti
Seduco ergo sum
“Chi davvero vuole, può. Ma per potere e volere, bisogna prima sapere e, soprattutto, osare.” (Hernàn Huarache Mamani)
Seduco ergo sum – 5 venerdì per Osare e Usare la seduzione come modalità di essere-nel-mondo e nelle relazioni.
Sedurre, dal latino: [se] a sé, indica in generale separazione e [ducere] condurre, guidare. Dall’etimologia è dunque già chiaro che nell’atto del sedurre induciamo l’altro a venire verso di noi e dunque ad allontanarsi – seppure momentaneamente – da sè.
Nella seduzione di natura sensuale questo è palese, ma la nostra percezione spesso non coglie quanto tale spostamento sia comune a tante relazioni della nostra vita in cui l’erotismo è assente: riso e pianto – che pratichiamo prima della parola – possono aiutarci a sedurre sin dalla culla!
Seduco ergo sum nasce dunque con l’intento di accompagnare i partecipanti a constatare quanta seduzione c’è nella loro vita e – una volta acquisita tale consapevolezza – a riappropriarsene in qualità di potenzialità da sviluppare, orientare e attivare intenzionalmente per metterla a servizio dei propri scopi.
I 5 venerdì:
24 febbraio 2012, dalle ore 18 alle ore 21,30;
2 marzo 2012, dalle ore 18 alle ore 21;
9 marzo 2012, dalle ore 18 alle ore 21;
16 marzo 2012, dalle ore 18 alle ore 21;
23 marzo 2012, dalle ore 18 alle ore 21,30.
Seduco ergo sum è rivolto a chiunque voglia esplorare il tema della seduzione e sperimentarsi in un cammino di consapevolezza al fine di rendere più soddisfacente la relazione con se stesso e con gli altri.
I conduttori:
Brigida Giacchetti
Gestalt Counsellor professionista, ha conseguito il titolo con una tesi sulla seduzione.
Dottoressa in lingue e letterature straniere, conduttrice di training autogeno di J. H. Schultz, collabora con C.R.E.attiva e con altre realtà in percorsi laboratoriali e come esperta della relazione d’aiuto.
Vincenzo Galgano
Psicologo-Psicoterapeuta della Gestalt, lavora presso la Cooperativa “Il filo di Arianna” di Venosa (PZ) come coordinatore di rete. Responsabile dell’ambito formazione della stessa Cooperativa, svolge attività di supervisione degli operatori della relazione di aiuto in vari ambiti. Collabora con il settimanale Basilicata 24.
- Una foto di gruppo al femminile dal party di chiusura lavori :) e… direi che la seduzione ci fa belle!
- Il party di chiusura lavori è stato gentilmente e generosamente ospitato da Fulvio Fontana, pietra miliare dello staff di C.R.E.Attiva, in questa foto in maglia color corallo accanto all’ultimo – ma non ultimo – degli uomini, il dott. Vincenzo Galgano!
- Un orgoglio di locandina prodotta dalla madre della “creatura” (Brigida, che sarei io) e da Nando De Muro, grande direttore di C.R.E.Attiva!
QUo VADIS?
QUo VADIS?” è un workshop esperienziale di orientamento alla scelta professionale.
Una strada o più strade…quali opportunità percorrere?
Di fronte ad una scelta professionale ci si può sentire incerti, confusi, bloccati.
Il workshop mira a individuare modalità creative per esplorare le proprie potenzialità e strategie di fronteggiamento alternative a quelle già note.
a condurre i lavori la dott.ssa Tiziana Scruci – Orientatrice scolastica e professionale
“Chi osò pensare di volare meglio degli uccelli, deve da essi anche apprendere a lasciarsi andare, a saper cadere giù passivamente,
a riposarsi nella calma…” (Rilke)
Brigida Giacchetti, ha accompagnato uno splendido gruppo per otto incontri di due ore – un sabato sì e uno no, dall’11 febbraio al 19 maggio – per apprendere le formule del Training Autogeno con contorno di Bioenergetica.
Otto pomeriggi in cui ci siè prersi cura di sè migliorando il rapporto con il proprio corpo e recuperando benessere.
Il Training Autogeno è un metodo semplice, valido ed efficace per attingere alle proprie capacità di auto-aiuto per:
- prendere contatto con se stessi nel momento presente, migliorando
la percezione del proprio corpo e quindi della totalità di sé;
- recuperare benessere in situazioni di stress, ansia, affaticamento;
- imparare a gestire nel miglior modo possibile il dolore;
- migliorare nelle prestazioni lavorative, sportive e in tutte le attività
che richiedono impegno ed energie;
- liberare energie creative e metterle a servizio della propria
soddisfazione.
vi terremo informati sulla prossima edizione!



